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 Biografia di Gioachino Rossini

28/2/2012


Biografia di Gioachino Rossini

 


Gioachino Rossini nasce a Pesaro il 29 Febbraio 1792, figlio di un suonatore d'orchestra e di una cantante d'opera attivi nei teatri di provincia italiani. I genitori incoraggiano il suo precocissimo talento musicale: Gioachino studia al Conservatorio di Bologna e ben presto si esibisce come provetto esecutore di arpicordo, violino e piano. La sua carriera di compositore inizia con Demetrio e Polibio, la cui prima rappresentazione avviene nel 1812.

 

Il primo lavoro professionale di Rossini e "La Cambiale di Matrimonio", un'opera buffa in un atto, prodotta a Venezia nel 1810. Nei quattro anni successivi, compone diverse opere che sono rappresentate a Venezia e Milano, iniziando a guadagnare fama di ispirato melodista. Tra queste: "Tancredi", un'opera seria che lo fa conoscere all'estero; "L'Italiana in Algeri", una effervescente commedia che viene ancora oggi frequentemente rappresentata; e "Il Turco in Italia", una commedia del 1814.

Dal 1816 al 1822 Barbaja, potente e accorto impresario del Teatro San Carlo di Napoli, lo scrittura per infondere nuovo vigore al mondo operistico napoletano in declino. Disponendo di un teatro tutto suo, di una buona orchestra e di grandi cantanti, Rossini matura come drammaturgo e amplia i propri mezzi musicali. Scrive "Elisabetta Regina d'Inghilterra" per Isabella Colbran, un soprano che aveva conosciuto durante i suoi studi a Bologna. Isabella continuò ad interpretare i ruoli da protagonista delle opere di Rossini, e nel 1824 divenne sua moglie. Nelle opere napoletane di Rossini, le intenzioni del compositore vengono rispettate molto piu che in passato. Nel periodo del "bel canto" i cantanti usavano improvvisare elaborati abbellimenti per dimostrare il loro virtuosismo tecnico, spesso infiorettando le arie in modo eccessivo. Scrivendo egli stesso le decorazioni vocali e insistendo che i cantanti le rispettassero, Rossini contribuisce ad imporre il compositore come la personalità musicale dominante. Ma nemmeno lui riesce a domare del tutto i suoi artisti. Il famoso soprano Adelina Patti una volta cantò un'aria del "Barbiere di Siviglia" per il compositore. "Le e piaciuta l'aria, maestro?" gli chiese. "Una melodia affascinante", rispose seccamente Rossini. "Chissa chi l'ha scritta?"

 

 

Una delle commissioni che Rossini accetta durante il suo soggiorno a Napoli e per un'opera intitolata "Il Barbiere di Siviglia". Sarà una delle sue esperienze più travagliate, ma anche la sua opera di maggior successo: l'irresistibile vivacita dei suoi ritmi, la bellezza delle melodie, l'irrefrenabile vena e il vigore teatrale consacrano definitivamente Rossini come il maggiore compositore di opera buffa di tutti i tempi. Dopo il successo de "Il Barbiere", Rossini continua a comporre prolificamente:

  • "Otello" (1816) contiene alcuna della sua musica piu bella;
  • "La Cenerentola" (1817) è seconda per popolarita solo a "Il Barbiere";
  • "La Gazza Ladra" (1817) è famosa soprattutto per la sua scintillante ouverture;
  • "Mose in Egitto" (1818) è un dramma sacro tragico;
  • "La Donna del Lago" (1819) si ispira ad un poema di Sir Walter Scott;
  • "Semiramide" (1823), l'ultima del suo periodo italiano, è un'opera enorme con molta coloratura.
  • Rossini viaggia molto in tutta Europa. A Parigi viene nominato direttore del Théatre Italien, oltre che Compositore del Re e Ispettore Generale del Canto. L'Opéra di Parigi mette in scena molto suoi lavori, tra cui "L'Assedio di Corinto" (1826), spettacolo monumentale, e la sua ultima opera, il magnifico "Guglielmo Tell" (1829), la cui vivace ouverture e conosciuta in tutto il mondo. Con questa opera, Rossini affronta un nuovo soggetto romantico, riuscendo a fondere gli elementi dello stile italiano e francese e aprendo la strada al "grand-opera", tipo di spettacolo dal soggetto storico, ricco di effetti scenici, balletti, masse corali. Nel 1829, a 37 anni e all'apice della sua celebrità, dopo aver prodotto 39 opere in 19 anni, Rossini abbandona la sua attività operistica, forse per motivi di salute, o per stanchezza creativa dopo anni di intensa attivita compositiva, ma anche per la raggiunta sicurezza finanziaria. Ormai ricco, non ha bisogno di continuare ad accettare commissioni, e una vita di piacevole ozio lo ha sempre attirato molto. Inoltre, egli disapprova la direzione che viene imboccata dall'arte del canto, e della musica in generale: sente che il suo stile operistico appartiene alla passata generazione. I soli lavori che produce in seguito sono per suo piacere personale. Tra questi lo "Stabat Mater" (1842) e la "Petite Messe Solemnelle" (1864), due pezzi di musica sacra.

     

    Nel 1836 fa ritorno a Bologna in un stato di grande abbattimento fisico e psichico poi si sposta a Firenze. Rientrato a Parigi nel 1855, Rossini vive nell'indolenza e nel piacere. Famoso buongustaio e "bon vivant", trasforma la sua casa di Parigi in uno dei salotti più sfavillanti d'Europa, e si concede numerosi viaggi. Muore il 13 Febbraio 1868, ancora così famoso e rispettato, che la sua morte suscita ampia commozione. Nell'età disillusa e nostalgica della Restaurazione, l'irresistibile carica vitale della musica di Rossini scuote il torpore del tempo. Egli prende le mosse dalla tradizione dell'opera settecentesca (seria e buffa) e la conduce a esiti radicalmente nuovi, stravolgendone la materia musicale. Rende brillante e imprevedibile l'orchestra, ravviva i colori strumentali e accentua le dinamiche con l'uso del crescendo e del concertato finale. Regola il bel canto, sino ad allora lasciato al gusto degli interpreti, e impone alle voci un inedito virtuosismo. L'espressione musicale acquista così un effetto fortemente teatrale, dall'impatto quasi fisico, che è storicamente unico e innovativo .

    Determinante e anche l'apporto di Rossini alla drammaturgia: l'azione teatrale ha taglio vivo e realistico e soprattutto individua, nel corso della sua evoluzione, una nuova dimensione romantica. Nei riguardi della sua opera Rossini mantiene tuttavia sempre un distacco emotivo, che e la misura del suo spirito classico e della sua concezione della musica come arte espressiva assoluta. Per questa ambivalenza dei suoi aspetti stilistici, l'opera di Rossini, mentre conclude un'epoca, sta alla base di tutto il teatro musicale dell'Ottocento. 

 

 

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